Installazione Stufe a Pellet e Canne Fumarie a Verona | Tecnici Certificati
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Pagina ufficiale per l’installazione di canne fumarie a Verona e provincia. Installatori certificat a norma UNI 10683.
Pagina ufficiale per l’installazione di canne fumarie a Verona e provincia. Installatori certificati a norma UNI 10683.
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PERCHÉ SCEGLIERE LA NOSTRA AZIENDA
Installazione canne fumarie con i migliori strumenti e personale certificato
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Domande frequenti:
le risposte ai quesiti che ci pongono ogni giorno
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Per installare una canna fumaria bisogna distinguere tra tipologie di intervento. Se si tratta della sostituzione di un tratto interno o di un condotto esistente senza modificare la facciata, basta una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Per lavori più invasivi, ad esempio l’installazione di una canna fumaria esterna o la realizzazione di un nuovo foro di sbocco in facciata, serve la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), considerata manutenzione straordinaria. Se la canna modifica la sagoma dell’edificio o ne aumenta il volume, è necessario il permesso di costruire. In più, bisogna sempre verificare il regolamento edilizio locale, specialmente nei centri storici o in condomini, perché potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni (ad esempio il parere della Soprintendenza)
Le norme UNI 10683 e la Legge 90/2013 stabiliscono che l’uscita della canna fumaria deve superare di almeno un metro il colmo del tetto. Questo garantisce il corretto tiraggio e impedisce che i fumi rientrino in casa. In generale lo scarico a parete è vietato; la normativa impone che l’evacuazione dei fumi avvenga dal tetto. Fanno eccezione alcune caldaie a condensazione a gas o sistemi ibridi, purché rispettino la UNI 7129 e le deroghe previste dai regolamenti comunali. Chi installa una stufa a pellet o un camino deve quindi prevedere uno sbocco a tetto, possibilmente diritto e coibentato, evitando curve eccessive che compromettono il tiraggio.
La normativa impone una revisione annuale da parte di un tecnico abilitato che controlli guarnizioni, ventilatori, pressostati e livello di emissioni. Questo intervento va annotato sul “libretto di impianto” e serve a conservare la garanzia e ad assicurare l’efficienza dell’apparecchio. La manutenzione ordinaria (svuotare il cassetto cenere, pulire il braciere e i passaggi aria) invece spetta all’utente e andrebbe fatta almeno una volta a settimana durante la stagione invernale. La canna fumaria deve essere spazzolata almeno una volta l’anno oppure ogni 2 000 ore di funzionamento per eliminare la fuliggine e prevenire incendi. Saltare la manutenzione può comportare sanzioni: la mancata revisione annuale può portare a multe da 500 a 3 000 euro; gli installatori che non rilasciano la documentazione rischiano sanzioni ulteriori.
Per stufe a pellet e camini a legna si predilige l’acciaio inox AISI 316L/304, resistente alla corrosione e alle alte temperature. Le canne fumarie in acciaio si possono installare sia all’interno che all’esterno e, se coibentate (doppia parete con isolamento), riducono la formazione di condensa e migliorano il tiraggio. In contesti rurali o storici si possono trovare canne in laterizio o in cemento refrattario, ma richiedono più manutenzione. Per gli impianti a gas a condensazione si utilizzano materiali plastici certificati (polipropilene) che resistono agli acidi della condensa. È importante che tutti i componenti siano marchiati CE e compatibili con l’apparecchio per evitare corrosioni o perdite. Infine, il comignolo dovrebbe essere antivento per prevenire riflussi e favorire l’evacuazione dei fumi.
Una canna fumaria singola serve un solo apparecchio (stufa, camino o caldaia). Una canna fumaria collettiva invece convoglia i fumi di più utenze, come avviene nei condomini per caldaie a gas. Le stufe a legna o a pellet non possono essere collegate a una canna fumaria collettiva prevista per apparecchi a gas: occorre realizzare un condotto dedicato, con diametro e materiali idonei. In caso contrario, si rischiano riflussi, incendi e infrazioni amministrative. Se in un condominio si desidera installare una stufa a legna, bisogna prevedere una canna autonoma, spesso esterna e coibentata, e verificare che l’intervento non pregiudichi il decoro dell’edificio e le parti comuni.
La legge italiana richiede che l’installazione di impianti di riscaldamento, comprese canne fumarie, sia effettuata da professionisti abilitati secondo il D.M. 37/2008. Gli artigiani devono essere iscritti alla Camera di Commercio e abilitati all’impresa di installazione e manutenzione di impianti termici. L’autocostruzione è altamente sconsigliata e, per apparecchi alimentati a gas o biomassa, può essere illegale perché manca la dichiarazione di conformità. Anche per le stufe a pellet “fai da te” occorre far concludere l’impianto da un tecnico che esegua la prova di tiraggio e rilasci la certificazione. L’utente può invece occuparsi della pulizia ordinaria, seguendo le indicazioni del produttore.
Le sanzioni variano secondo l’infrazione. Per una canna fumaria non conforme o per l’assenza di scarico a tetto, la normativa ambientale (D.Lgs 152/2006) prevede multe tra 500 e 10.000 euro. La mancanza di revisione annuale comporta sanzioni da 500 a 3.000 euro e gli installatori che non rilasciano la documentazione rischiano multe tra 1.000 e 6.000 euro. Oltre alle multe, se da una canna fumaria irregolare derivano incendi o avvelenamenti da monossido di carbonio, il proprietario può essere chiamato a rispondere civilmente e penalmente, con possibili rivalse assicurative. Per questo è essenziale rispettare le normative e affidarsi a professionisti qualificati.
Il dimensionamento dipende dalla potenza e dal tipo di apparecchio. Le norme UNI richiedono di scegliere il diametro in base al valore di portata dei fumi indicato dal produttore. Il percorso deve essere prevalentemente verticale con al massimo due deviazioni a 45°; ogni curva diminuisce il tiraggio e aumenta il deposito di fuliggine. L’altezza va calcolata per garantire un tiro sufficiente (almeno 1 metro sopra il colmo del tetto). È consigliabile utilizzare canne coibentate che mantengono caldi i fumi, migliorano la portanza e limitano la condensa. Nel dimensionamento si tiene conto anche della lunghezza totale, dell’eventuale intubamento di condotti esistenti e della compatibilità con il comignolo antivento. Un tecnico può effettuare prove di tiraggio e misurazioni per assicurarsi che la sezione scelta sia adeguata.
Sì, ma bisogna rispettare alcune regole. L’installazione di una canna fumaria esterna in condominio è considerata manutenzione straordinaria e richiede normalmente una SCIA. L’intervento non deve alterare il decoro architettonico né pregiudicare l’uso delle parti comuni (art. 1102 del Codice Civile). In alcuni casi è necessario il voto dell’assemblea condominiale se si installa la canna in facciata o sul tetto comune; tuttavia, se l’opera non modifica le parti comuni né cambia la destinazione d’uso, si può procedere senza delibera. È vietato collegare stufe a biomassa a canne fumarie collettive per caldaie a gas; occorre creare un condotto indipendente. Prima di avviare i lavori è consigliato informare formalmente l’amministratore e fornire un progetto tecnico.
Il costo dipende da diversi elementi: lunghezza del condotto, materiali, percorso interno o esterno, accessibilità del tetto e tariffe dell’impresa. Secondo Idealista, una canna fumaria interna in acciaio per stufa a pellet di 5-6 metri costa circa 1 500–2 500 euro. Una canna fumaria esterna in inox coibentato può arrivare a 3 000–5 000 euro (occorre spesso noleggiare ponteggi o gru). Per una caldaia a condensazione, realizzata in materiale plastico certificato, si spendono 1 800–3 000 euro. A questi importi vanno aggiunti eventuali costi per la SCIA, la relazione tecnica e la dichiarazione di conformità. Per ottenere un preventivo accurato è importante far effettuare un sopralluogo tecnico, soprattutto se si devono attraversare più piani o si opera in contesti condominiali.
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